Scoperchiare il Vaso di Pandora

Durante la settimana scorsa avevamo iniziato ad annotare, dando un’occhiata a diverse cartine, parti di sentiero che sembravano finire nel nulla o comunque risultavano incomplete. Su OSM questo è molto semplice, basta utilizzare il tag fixme=continue nel punto in cui (magari per mancanza di tempo) si è smesso di mappare.

Dato che Elian non ci sarebbe stato, ho deciso per l’ultima escursione di andare semplicemente in avanscoperta in una zona che conoscevo già bene, quella di Trebbana. L’idea era quella sia di verificare che alcuni di questi sentieri incompleti fossero effettivamente ancora presenti (alcuni dati erano su cartine di più di 10 anni fa) e di vedere se, per caso, ce ne fossero altri.

Se solo avessi immaginato…

Quindi come al solito parcheggiamo (mio babbo ha partecipato all’esplorazione) a Ponte della Valle e da qui partiamo alla volta di Trebbana! Subito incontriamo i cani che abitano presso l’eremo (ormai abbandonato).

Poco dopo, sulla destra, incontriamo un enorme casa abbandonata. Purtroppo sulle varie cartine che ho sottomano non trovo il nome, ma è parecchio grande!

Val di Lupo. Come faccio a sapere il nome? Leggete e vedrete..

L’ultima volta in cui ero salito per di qua era parecchio buio, quindi mi ero sicuramente perso alcuni dettagli. Infatti, salendo, notiamo sulla destra una casa abbandonata che spunta in mezzo al bosco, più o meno alla nostra stessa altitudine ma dall’altro lato del torrente. Questa addirittura non è segnata sulla cartina…

Valbona! Come sopra, leggete e vedrete dove ho trovato tutte queste informazioni…

Continuiamo a salire mentre splende un bellissimo sole. Qualche nuvola in lontananza, ma si sta veramente bene con la leggera brezza che soffia.

Poco dopo, a qualche centinaio di metri dalla destinazione, incontriamo Mestiolo, un borghetto abbandonato e ormai completamente crollato.

Da qui arriviamo velocemente a Trebbana. Ci fermiamo un attimo a bere e a riprendere fiato: la salita per arrivare sin qui è un po’ ripida, ma niente di troppo impegnativo. Da qui oltrepassiamo il prato erboso, seguendo il CAI 549, in direzione Ca’ del Piano, dove si trova la quercia secolare di Trebbana.

Nella cartina ad est di questa casa sono segnate due altre località: Lensetola e Frassanello. La prima, secondo il post di un altro bellissimo blog, dovrebbe essere visibile da qui. La foto di essa risale al 2011 ed io, da qui, non riesco proprio a vedere nulla. Proseguo quindi lungo il sentiero principale, in direzione Monte Caibano. Il panorama è semplicemente magnifico.

Poco dopo, in lontananza, vedo una casa: Frassanello! E’ in una posizione molto bella, sul crinale: dev’esserci una vista magnifica da lì.

A questo punto proseguo poco oltre il sentiero che dovremmo seguire giusto per annotarmi il sentiero che scende verso di essa (non ho intenzione di andare lì ora, la risalita sarebbe impegnativa) e ci dirigiamo poi verso Monte del Cerro ed infine nuovamente a Trebbana.

Scendendo verso Ponte della Valle, incontro un numero imprecisato di sentieri che sarebbe interessante completare, dato che non sono interamente presenti sulla cartina:

  • Un cartello indica una sorgente a 30 minuti di distanza vicino a Mestiolo;
  • Individuo il guado e il sentiero (veramente poco visibile) che sale alla casa che avevamo visto aldilà del torrente;
  • Trovo per caso una stradina che aggira l’altra casa che avevamo incontrato salendo;
  • Quella che pensavo essere una strada privata a Ponte della Valle che andava in direzione opposta alla strada da cui eravamo venuti è in realtà un sentiero esplorabile.

Segno tutto sulla cartina e ,per oggi, l’esplorazione è finita. Una volta a casa decido, per mera curiosità, di capire l’origine del nome Mestiolo, il borghetto abbandonato. Non l’avessi mai fatto…

Mi imbatto infatti nel progetto CASTORE (CAtasto STOrico REgionale) gestito dall’archivio di stato di Firenze: praticamente hanno scansionato le cartine catastali dell’800 e le hanno caricate online, integrandole poi con un altro progetto, RETORE (REpertorio TOponomastica REgionale) dove si possono confrontare queste vecchie mappe con alcune più recenti: quelle dell’Istituto Geografico Militare degli anni ’50, quelle dell’agenzia delle entrate o quelle più recenti tecniche regionali.

Questa, per esempio, è la zona di Trebbana (ai tempi chiamata Terbana)

Come potrete immaginare questa è una risorsa magnifica per quello che facciamo noi! Grazie all’incrocio di tutte queste cartine abbiamo scoperto già alcune cose: la prima casa abbandonata che abbiamo incontrato si chiama Val di Lupo, quella aldilà del torrente Valbona, la casa che ho sempre chiamato Ca’ del Piano risulta, ancora ad oggi, ufficialmente chiamata Pian di Terbana e Mestiolo è il nome antico di Muschiola.

Ovviamente questa è veramente solo la punta dell’iceberg: ho già dato un’occhiata alla zona di Lozzole e, grazie a questo servizio, ho probabilmente individuato dove si trovano (o almeno, si trovavano) le ultime case che mancavano all’appello. Inoltre non ci sono solo i nomi, riusciamo infatti anche ad intuire dove trovare i sentieri per raggiungere alcuni di questi posti.

La prossima settimana torneremo sicuramente qui ad esplorare alcuni dei sentieri che ho visto oggi. Non vedo l’ora!

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